La vittoria di Spada a Solarino rafforza la ricandidatura di Carianni a sindaco di Floridia

L’elezione di Tiziano Spada a sindaco di Solarino va ben oltre il risultato elettorale localistico. La vittoria del deputato regionale del Pd sul sindaco uscente Giuseppe Germano, vice segretario provinciale di Noi Moderati, ha una valenza politica rilevante che va al di là dell’esiguo corpo elettorale chiamato alle urne. E’ da considerare la seconda tappa vittoriosa della coalizione civica-centrista capace di eleggere Michelangelo Giansiracusa a presidente della provincia di Siracusa solo qualche settimana fa.

L’appartenenza di Tiziano Spada al Pd non è elemento politico rilevante, al momento, ben più importante è il fatto che il Partito Democratico non ha cantato vittoria, anzi, la nomenclatura provinciale ha disertato sia la campagna elettorale sia l’apoteosi del suo deputato regionale. A celebrare la vittoria elettorale, oltre al sindaco di Floridia Marco Carianni da sempre vicino a Spada, c’era il sindaco di Melilli Giuseppe Carta esponente di primo piano del Mpa. In pratica la coalizione civico-centrista è tornata a vincere ancora una volta sul Centrodestra dopo il trionfo a Siracusa e alla Provincia. L’alleanza della minoranza Pd guidata da Spada con Azione del sindaco Francesco Italia, con il Movimento per l’autonomia di Carta e con l’area del deputato regionale Carlo Auteri ex FdI, ha colpito ancora sulla corazzata Centrodestra guidata dall’onorevole Luca Cannata di FdI.

Il prossimo appuntamento elettorale sarà ad ottobre quando si voterà per eleggere il sindaco Floridia. Cinque anni fa Marco Carianni, allora vicino al deputato regionale Giovanni Cafeo, ebbe la meglio non solo sul candidato del Centrodestra ma anche sulla candidata del Pd. In pratica si diede vita ad una sorta di anticipazione di quanto poi è avvenuto nel capoluogo con la rielezione di Italia e con le vittorie di Giansiracusa e Spada.

E’ logico pensare che i leader di questo rassemblement facciano proprio il motto: “Squadra che vince non va cambiata”.

Lino Di Tommaso

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