
Sulla mancata designazione di “Siracusa capitale della cultura italiana 2024”, si susseguono le prese di posizione e le riflessioni condite da critiche all’operato dell’amministrazione comunale siracusana.
Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo Uno e Ninni Gibellino, segretario cittadino del movimento sono critici soprattutto sul ruolo che ha avuto la giunta Italia: “Ha vinto Pesaro ma Siracusa rimane capitale di storia, di bellezza e di cultura. Occorre una strategia di sviluppo che l’Amministrazione ha dimostrato di non avere”.
“Questo risultato dimostra che non basta avere un patrimonio immenso di storia, di bellezza e di cultura per riuscire a realizzare un progetto vero di valorizzazione, di fruizione e di sviluppo. Siracusa rimane una città permanentemente in mezzo al guado: una dotazione di patrimonio di bellezze da primato nazionale e non solo e una precaria e se non inesistente strategia di sviluppo. Siamo tra quanti non hanno gufato per un risultato negativo, troppo importante infatti per la città, per il turismo, per organizzare meglio i servizi, la qualità del verde e della fruizione dei beni culturali per essere così miopi. Non abbiamo gufato e non abbiamo neanche provato malcelata soddisfazione alla notizia del risultato negativo – affermano Zappulla e Gibellino – ma non possiamo neanche far finta di non vedere una città per molti, troppi aspetti allo sbando. Certo che non è tutta colpa di questa amministrazione ma forse di qualche decennio di scelte sbagliate, di non scelte e di mancata programmazione ma è surreale vedere atteggiamenti quasi pilateschi di chi guida la giunta”.
Il segretario regionale e cittadino di Articolo Uno rincarano la critiche alle amministrazioni che si sono succedute alla guida della città: “In questi ultimi anni, infatti, al di là delle auto referenziate campagne promozionali non si è avvertita una vera idea nuova della città, del rapporto tra il suo centro storico e il resto, del come coniugare la straordinaria opportunità delle rappresentazioni classiche con la programmazione di eventi culturali per l’intero anno, del rapporto tra la città e il suo territorio, tra il centro storico e le periferie, tra la città e le attività industriali- artigianali e commerciali, tra la città e il lavoro, giovani, del come si mal gestisce il centro storico. Su alcune valutazioni ci ritroviamo nei ragionamenti dell’egregio studioso Paolo Giansiracusa, su altre nel commento di Salvo Adorno. Non dobbiamo “vendere” ma valorizzare – concludono Zappulla e Gibellino – la storia di una città stupenda come Siracusa, perché la vera sfida che ha davanti la classe dirigente siracusana è ripensare in profondità il futuro della città”.
Lino Di Tommaso




























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