
La Coppa Italia prende la strada di Siracusa dove torna dopo trent’anni, tanto è passato dal successo dell’Ortigia. L’ Albatro batte il Trieste nella finalissima di Riccione e porta a casa il primo trofeo
nazionale. Il sette di Mateo Garralda domina per tutti i 60 minuti e lascia spazio agli avversari soltanto negli ultimi minuti.
I siracusani appaiono devastanti già dal primo tempo. Subito un parziale di
3 a 0 con i triestini che riescono a segnare il primo gol dopo oltre 6 minuti. In campo Angiolini e compagni mettono maggiore freschezza e
tutto sembra più facile del previsto. Il vantaggio massimo arriva a 30” dalla sirena con un sottomano di Mamdouh che non lascia scampo a Postogna e porta i
biancoblu sul +7. Soltanto un rigore dell’ex Pauloni accorcia lo svantaggio dei biancorossi prima del ritorno negli spogliatoi.
Nella ripresa Trieste tenta il tutto per tutto trascinata da Lindstrom. Non
basta però lo svedese perché le parate di Riahi, i gol di Mamdouh, la classe di
Angiolini, la spinta e il sacrificio di tutta la squadra, scacciano qualsiasi pericolo.
“Siracusa respira pallamano e sono contento per tutta la città – commenta
Filippo Angiolini – Tre partite in tre giorni, la stanchezza l’abbiamo sentita ma testa e cuore hanno detto altro”.
“Abbiamo vinto le nostre partite in difesa – aggiunge l’MVP del match Salah
Riahi – Sono felicissimo per tutta la gente che ci ha seguito fino a qui. Il nostro allenatore ha costruito queste partite e il risultato è arrivato”


























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