Ortigia, chiusura in bellezza. Vittoria in Liguria ora due mesi di stop

Nella foto Mfsport Stefano Piccardo

L’Ortigia è tornata quella che tutti conoscono: i biancoverdi si impongono nettamente a Genova,13-8,battendo il Quinto con un’altra bella prestazione. I ragazzi di Piccardo, nonostante la stanchezza, ma con l’entusiasmo per l’impresa compiuta in Euro Cup, dominano e chiudono la pratica già nel secondo parziale.

A fine gara, coach Stefano Piccardo è molto soddisfatto della prova dei suoi giocatori: “Abbiamo fatto un’ottima gara in entrambe le fasi. Abbiamo giocato bene la fase difensiva, capendo quando era il momento di andare a pressing o di rientrare, e anche in avanti abbiamo fatto quello che ci eravamo detti, attaccando sempre la profondità, arrivando con quattro uomini sulla prima linea e obbligandoli ad arretrare. La partita di Kotor ci ha dato consapevolezza nei nostri mezzi e nel fatto che la qualità del gioco può e deve migliorare. Oggi abbiamo fatto delle belle giocate, messo due o tre volte l’uomo vicino alla porta, palla in mano. Direi molto bene, anche sul piano della mentalità. Abbiamo imparato dai nostri errori, perché il pareggio contro il Posillipo ci ha aiutato a comprendere l’importanza di tenere alta la concentrazione”.

L’Ortigia, con queste ultime due prestazioni, sembra aver finalmente trovato il giusto equilibrio ed appare in un ottimo momento. La lunga sosta che attende la squadra può essere un vantaggio per recuperare energie o uno svantaggio che impedisce di sfruttare questo momento positivo? Il tecnico dell’Ortigia non ha dubbi: “Sinceramente non so come arriveranno i giocatori in nazionale. Quella di oggi è la ventinovesima partita giocata in tre mesi. Personalmente sono molto stanco, non avevo mai disputato una stagione con campionato e coppe così attaccate, con tantissime partite e tanti viaggi. Noi siamo finiti in un girone di Euro Cup che ci ha visti giocare ad Atene, Kotor e Trieste, prima avevamo giocato a Sabac, nel centro della Serbia, prima ancora (in Champions) a Oradea. Luoghi lontanissimi per noi che viviamo in un’isola. Quindi, credo che ora sia meglio riposare e che i giocatori debbano staccare la spina. Poi avremo parecchio tempo per lavorare e iniziare addirittura un’altra preparazione”.

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